Ida Sand – Young At Heart – 2015

ACT Music GmbH & Co. KG
27/03/2015
Swedish Jazz, Vocal Jazz

di Vito Causarano

Quando nel 2007 Ida Sand ha presentato il suo primo album per l’etichetta Act, “Meet Me Around Midnight”, molti appassionati rimasero stupiti di fronte ad una cantante svedese che invece di ricalcare i clichés del pop-jazz nordeuropeo affondava le sue radici nella grande tradizione soul, sostenuta da un timbro intenso e drammatico. Il gospel e l’influenza dei grandi nomi del soul come Etta James, Aretha Franklin, Sam Cooke, Donny Hathaway e Stevie Wonder, risuonano nella vocalità di Ida Sand che ha saputo affermarsi in pochi anni come una nuova grande voce soul. In questo suo nuovo lavoro Ida Sand ha deciso di rendere omaggio ad un altro artista che ha profondamente influenzato il suo lavoro: il cantautore canadese Neil Young. «Spesso dicono che la mentalità di Svezia e Canada sono abbastanza simili tra loro – spiega la cantante – I nostri Paesi hanno lo stesso tipo di clima e cultura e non di rado svedesi e canadesi sono stati entrambi descritti come ‘malinconici’. Proprio questa affinità mi lega alle canzoni di Neil Young, uno dei più grandi parolieri e musicisti del nostro tempo che ha messo in parole e musica i grandi dubbi umani ed esistenziali che tutti condividiamo». In questo progetto Ida Sand è affincata dal marito Ola Gustafsson alle chitarre, Jesper Nordenstrom alle tastiere, Christer Jansson alla batteria e da Dan Berglund al contrabbasso. Al gruppo si aggiungono poi diversi ospiti tra cui il cantante e trombonista Nils Landgren che ha curato anche la produzione del disco.

Centro Musica
Corso Vittorio Emanuele II, 65 – Bari
Tel. 080 521 1777

5a edizione dell’Apulia HiFi Show

New Sound ha il piacere di invitarti alla:

5a edizione dell’Apulia HiFi Show

che si terrà a Bisceglie presso il Nicotel Hotel & welness, Via della libertà, 62 nei giorni 27-28 Ottobre (ingresso libero).

Un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati di musica e hi-fi.

Ascolterete il nostro impianto composto dal futuristico giradischi MAG-LEV Audio a levitazione magnetica, elettroniche M2Tech serie Rockstars e diffusori Harbeth Super HL5 40°Ann. Limited Edition, cablaggi Nordost.

Presenteremo anche i nuovi diffusori premio “Eisa 2018” QAcoustic 3050i e inoltre, in anteprima, il nuovo ampli per cuffia M2Tech riprogettato completamente dall’Ing. Manunta.
Per l’occasione si potranno ascoltare le nuove cuffie ULTRASONE Eleven Edition.

 Per qualsiasi informazione potete contattare la nostra pagina facebook.

Amplificatore stereo di potenza M2TECH Crosby.

Il Crosby è un versatile amplificatore di potenza stereo in classe D ad alta efficienza che realizza
un’accoppiata perfetta con lo Young MkIII, sia per aspetto che per prestazioni sonore.

La sua pulita potenza è sufficiente per pilotare la maggior parte degli altoparlanti, mentre la sua capacità di pilotaggio può essere incrementata impostando la modalità mono a ponte.
In questo caso, il Crosby diventa un potente amplificatore mono; due Crosby configurati a ponte possono pilotare virtualmente
qualunque altoparlante, sia esso un array di driver dinamici o un pannello elettrostatico.

Naturalmente, il Crosby può essere collegato a qualunque preamplificatore, non solo allo Young MkIII.
È dotato sia di ingressi single-ended che bilanciati, più ingresso/pass-through trigger.

Grazie al suo design in classe D, è praticamente impossibile danneggiarlo,
tutte le situazioni di sovraccarico sono segnalate sul pannello frontale.

Il nostro parete

Dopo due giorni che suonano ininterrottamente nella nostra saletta (difficile passare ad altro), i finali Crosby ci hanno convinto pienamente: suono mai affaticante ed una scena ampia e precisa (non sempre è possibile ottenere entrambe le cose anche con amplificazioni molto più costose). Insieme al pre DAC Young MKIII, che ci è risultato ancora migliore del precedente, abbiamo goduto sempre di un ottimo suono molto dettagliato e brillante praticamente con tutti i generi musicali e nonostante i super tw delle HL5, mai aspro. Grande realismo con qualsiasi genere! Provare per credere… venite ad ascoltarli.

Ti consigliamo di prenotare la tua visita per poterti dedicare tutto il tempo e l’attenzione necessari.

Specifiche
Ingressi:
single-ended (RCA)
bilanciato (XLR)
trigger (Jack da 3,5 mm)
Uscite:
Casse (post)
trigger pass-through (Jack 3,5 mm)
Sensibilità:
1,25 Vrms
5V (trigger)
Impedenza di ingresso:
47 kOhms (single-ended)
20 kOhm (bilanciato)
Rapporto segnale-rumore:
115dBA (stereo)
118dBA (a ponte)
THD + N:
0,005% @ 60Wpc su 8 ohm
Potenza di uscita prima del clipping:
60Wpc (stereo, 8 ohm)
110Wpc (stereo, 4 ohm)
180W (a ponte, 8 ohm)
Tensione di alimentazione:
100-130Vac o 200-240Vac, 50/60Hz
Assorbimento:
615W (440Wpc su 4 Ohm mono)
1.5 w (standby)
Dimensioni:
200x200x50mm (lxpxh)
Peso:
netto 3kg (inclusi accessori)
lordo 3,5 kg

Nuovo MastersounD BOX

Si può offrire un amplificatore a valvole in Classe A completamente Made In Italy a 1490 Euro?

I negozi specializzati Home Vision e lo storico produttore italiano di amplificatori a valvole MastersounD hanno unito le forze e raccolto la sfida per dar vita a una piccola grande rivoluzione nel mondo audio. La rivoluzione si chiama BOX, un amplificatore integrato single-ended in pura Classe A da 35 W per canale, progettato, sviluppato e costruito in Italia.

Realizzato in esclusiva per i negozi Home Vision MastersounD BOX è un prodotto compatto, essenziale, dalla linea semplice e con caratteristiche Hi-End. Una scelta di qualità che per molti può essere quella definitiva, per qualcuno la porta d’ingresso nel mondo dell’Hi-End, per tutti la possibilità di (ri)scoprire il fascino e la magia delle valvole.

Disponibile da novembre 2017 al prezzo di lancio di 1.490 Euro (iva inclusa), non vi resta che venire ad ascoltarlo!

Il 24 e 25 novembre ti invitiamo ad ascoltarlo da New Sound. Presenteremo, inoltre, i nuovi diffusori Totem Sky Tower.
Degustazione vini di eccellenza.

Ti consigliamo di prenotare la tua visita per poterti dedicare tutto il tempo e l’attenzione necessari.

Melco Music Library N1A e N1Z

Melco presenta una nuova, rivoluazionaria sorgente digitale.
Melco Music Libraries (MML), ossia libreria digitale ad alta risoluzione, è un server dedicato alla riporduzione musicale in impianti HiFi grazie alla capacità di riprodurre audio in altissima qualità attraverso un hardware e a un software sviluppati appositamente.
Melco N1A e N1Z sono la perfetta soluzione per tutti gli audiofili che cercano un posto sicuro dove salvare e conservare tutti loro preziosissimi file musicali. Nessun setup e nessun computer sono richiesti per utilizzare il server, si collega diretamente alla corrente e all’impianto hifi senza ulteriori operazioni. Si accende in meno di 15 secondi e si spegne in 5.

Gestione semplice

I NAS Melco N1A e N1Z non sono dei computer e non necessitano di computer per essere utilizzati.
Si collegano semplicemente all’impianto Hi-Fi, sono collocati insieme al resto dei componeneti Hi-Fi e si utilizzano tramite normali App DLNA (Android e iOS) su smartphone o tablet.

L’utilizzo classico è quello di memorizzarvi i propri file di musica liquida, trasferirli nel N1A e N1Z attraverso l’USB, la rete Ethernet o importare i propri CD audio tramite un normale lettore-masterizzatore CD/DVD/BD.
Quello che fa la differenza rispetto ad un normale NAS, è la possibilità di acquistare musica sul sito highresaudio.com (altri siti saranno aggiunti in futuro) e troversela automaticamente memorizzata e disponibile all’interno del Melco. Entrambi i Melco Music Library, ogni ora circa, controllano se l’utente ha fatto degli acquisti di musica sui siti partner e autonomamente scaricano i brani/album senza l’intervento dell’utente e senza l’utilizzo di computer.
Non bisogna più scaricare la musica acquistata con il computer e copiarla nel server, si può quindi acquistare la musica comodamente con lo smartphone e trovarsela memorizzata nel server Melco grazie alla funzionalità Direct Download.

Costruzione

Melco definisce N1A e N1Z delle sorgenti di musica Hi-Fi, con progettazione e costruzione Audiophile per la migliore qualità sonora, impossibile da raggiungere dai NAS con componentistica informatica.
Entrambi i server Melco N1A e N1Z hanno 2 porte Ethernet, una per il collegamento alla rete utilizzata per comandarli, per la memorizzazione dei file… e l’altra dedicata al collegamento allo Streamer, filtrata da tutti i protocolli puramente informatici che non servono alla funzionalità di Player; migliora sensibilmente l’integrità e la velocità del flusso audio e semplifica di molto la configurazione e il setup.
Le porte Ethernet hanno uno speciale isolamento che rimuove le possibili interferenze e i disturbi elettrici, e un circuito d’alimentazione separato ed isolato dal resto dell’apparecchio.

Nessun risparmio per il clock utilizzato che è studiato espressamente per l’audio, elimina così alla fonte possibili problemi legati a jitter. Sia N1A che N1Z utilizzano pregiati isolatori audio giapponesi, costruiti da TAOC.
Il modello di riferimento, N1Z vanta anche due alimentazioni separate, l’utilizzo di 2 SSD espressamente “programmati” per l’uso audio, condensatori specifici, frontale in alluminio e telaio H-Cross particolarmente rigido e meccanicamente integro.

Entrambi i server Melco sono Made in Japan

Collegamento

Entrambi i server Melco N1A e N1Z hanno sia porte Ethernet che USB, quelle di rete sono Gigabit (1000BASE-T) mentre quelle USB sono 3.0 (tranne quella frontale del N1A che è “solo” USB 2.0 ). Il tipo di dotazione indica che il progetto è nuovo e destinata a funzionare bene e velocemente in futuro.

Quello che rende le Music Library Melco diverse da altri apparecchi è l’utilizzo di queste porte e l’alta possibilità di connessione. Come detto in precedenza una porta Ethernet è dedicata al collegamento con lo Streamer, creando così un “robusto” collegamento di rete che permette lo streaming di musica ad alta risoluzione nettamente più stabile e migliore perchè al riparo da tutto quello che “transita” nella normale rete casalinga.
Inedito l’utilizzo di una porta USB, oltre a quelle utilizzate per il backup e l’espansione con eventuale Hard Disk esterno, sia N1A che N1Z dedicano una porta USB al collegamento diretto ad un normale DAC-USB Hi-Fi. Utilizzando questo collegamento il Server Melco si “trasforma” in Player: le App DLNA (UPnP control Point) lo vedono quindi come lettore (Digital Media Renderer o Player) e possono quindi comandarlo direttamente senza l’utilizzo di uno streamer.
Utilizzato in questa modalità i Melco Music Library supportano file PCM fino a 384 kHz / 32 bit, e DSD fino a 5.6 MHz. Inoltre automaticamente convertono file/segnali in modo da renderli compatibili con il proprio DAC, per esempio su un file a 192 kHz viene fatto un downsampled per farlo leggere da un DAC compatibile solamente con 96 kHz.

Un’impostazione permette poi la possibilità di attivare la conversione automatica in lettura dei file DSD in PCM 24 bit qualora si abbiano file DSD ma non il DAC con questa tecnologia.
Come server la prossima funzionalità è abbastanza normale, ma anche utilizzato come Player (Local USB-DAC) Melco N1A e N1Z permette non solo l’ascolto dei brani in esso contenuti, ma anche la possibilità di sentire la musica memorizzata su condivisioni di rete.

Software

Sviluppato in anni di esperienta nella gestione di sistemi di archiviazione NAS Raid il software proprietario è stato reso ancora più veloce, semplice e robusto per soddisfare l’utilizzo Hi-Fi.
Pur supportando diverse piattaforme di media server, Melco N1A e N1Z vengono consegnati pronti all’uso con preinstallato il rinomato server DLNA Twonky 7 con supporto DSD.
Si può accedere a tutte le informazioni principali dall’ampio display OLED anteriore e navigare semplicemente nei menu con i tasti posti sul frontale.
L’integrità e la sicurezza dei dati è assicurata dal software, anche una mancanza di corrente improvvisa non genera malfunzionamenti o perdite di dati, indicativo che l’uso di UPS non è ne previsto ne richiesto.

Melco (Maki Engineering Laboratory Company), la storia

Melco è stata fondata da Makoto Maki nel 1975 in Giappone. Maki, un audiofilo entusiasta, ha costituito la società per progettare e fabbricare i componenti audio più fini del tempo – il capolavoro indiscusso della linea Melco è senza dubbio il giradischi, introdotto nel Regno Unito nel 1980, che ha fissato nuovi standard in riproduzione musicale.
Da quei primi inizi, Melco è diventata il più grande fornitore di periferiche per computer in Giappone con il marchio Buffalo, distribuito in tutto il mondo, che offre prodotti avanzati sulla base di una rigorosa ricerca e sviluppo, inclusi router wireless, switch Ethernet e dispositivi di archiviazione quali le unità NAS.
Ora l’azienda è orgogliosa di far rivivere il marchio Melco altamente rispettato, che offre agli audiofili più esigenti alta tecnologia e componenti audio di rete nello spirito di quei primi, molto venerati, prodotti Melco, pur incorporando le più recenti tecnologie in dispositivi di rete ad alte prestazioni.
Sviluppato da audiofili per gli audiofili, Melco è orgogliosa di presentare la prima vera fonte ad alta risoluzione Digital Music del mondo, senza compromessi.

Melco, con le Melco Music Libraries N1A e N1Z, ha creato un vero e proprio ‘Component Source’ per la musica digitale ad alta risoluzione con funzioni come l’archiviazione, la gestione della musica e la possibilità di comandare direttamente il server ed inviare l’audio tramite presa Ethernet dedicata o tramite USB.

Melco N1A e N1Z, specifiche tecniche

Network Player PCM e DSD: link compatibilità Streamer testati da Melco
USB-DAC Player PCM e DSD: : link compatibilità DAC testati da Melco
PCM: 44.1 kHz, 48 kHz, 88.2 kHz, 96 kHz, 176.4 kHz, 192 kHz, 352.8 kHz, 384 kHz
DSD 2.8 MHz, 5.6 MHz
Fomati di file compatibili in streaming: mp3, wma, wav, lpcm, pcm, ogg, m4a (AAC, ALAC Apple Lossless), mp4, 3gp, flac, m3u, mpa, aac,
Fomati di file compatibili USB-DAC: flac, m4a (AAC, ALAC Apple Lossless), aif, aiff, wav, dsf, dff
Gapless playback: WAV FLAC AIFF ALAC
Ripping CD: compatibilità Compact Disc Digital Audio, CD-DA/CD Extra/Mixed-Mode CD, selezione automatica dei tag grazie al servizio Gracenote Metadata and Cover-Art (tramite USB-CD/DVD/BD esterno optional)
App raccomandate e testate da Melco: Mode 0 (Playlist sulla App) – Audionet Music Manager, Mode 1(Playlist su N1A/N1Z) – Kinsky (altre App UPnP/DLNA potrebbero funzionare ma non sono state testate ufficialmente)
Modalità Raid: Spanned, RAID 0, RAID 1
Sfoglia il manuale aggiornato del Melco N1A e N1Z

N1Z :
Porte:
-LAN
-LAN Player
-USB 3.0 Backup
-USB 3.0 Espansione
-USB 3.0 per Player USB-DAC
-USB Uscita 5V (solo alimentazione)
– 2 SSD da 512 GigaByte.
– Peso: 7 Kg
– Dimensioni: 350x65x370mm
– 2 Alimentatori da 30 W

N1A:
Porte:
-LAN
-LAN Player
-USB 3.0 per Backup
-USB 3.0 per Espansione
-USB 3.0 per Player USB-DAC
-USB 2.0 per Input da chiavetta davanti

– 2 HDD da 2 TeraByte (N1AH40) o 2 HDD da 3 TeraByte (N1AH60).
– Peso: 7 Kg
– Dimensioni: 436x70x352mm
– Alimentatore: 60 W

Camera Soul: una splendida realtà musicale.

Dalla Puglia alla conquista degli ascoltatori di tutto il mondo.

di Piero Lombardo

Camera Soul è un progetto originale soul/funk ideato dai fratelli Piero e Pippo Lombardo. Col primo album “Words Don´t speak“ si propone all´attenzione internazionale e suscita interesse di pubblico e critica, sarà infatti recensito su importanti riviste americane e in UK.
Il secondo album “Not for ordinary people“ é un piccolo miracolo e realizza 3 mesi di permanenza nella prestigios UK Soul Chart dove raggiunge un’incredibile secondo posto alle spalle solo dei mitici EWF. Ottiene submission ai Grammy Awards in ben 11 categorie; Vince 2 Akademia Music Awards from Beverly Hills con i brani “My Heart“ e “Locked inside“.
La definitiva consacrazione é in piena realizzazione in quanto il terzo album “Dress Code“,  inciso nel 2015 sempre con etichetta Azzurra Music e distribuito negli States dalla partner Timkatent Ent. e in UK da rivenditori storici come Soul Brother Rec e Simply Soul, svetta in tutte le classifiche internazionali di Itunes nella sezione Smooth Jazz e R&B.
Arriva #1 UK, Francia e Spagna e si piazza nella Top 50 in tutte le nazioni europee. Questa volta raggiunge il primo posto nella UK Soul Chart per ben tre settimane di fila, cosa mai realizzata da una band italiana e staziona 4 mesi nella Top 30. In Giappone raggiunge il 5 posto nella R&B Chart.
Questi successi non potevano passare inosservati anche in madrepatria ed ecco quindi spuntare una numerosa serie di inviti ai Jazz Festival piú accreditati a livello nazionale quali: JazzUp Festival di Viterbo; il Pozzuoli Jazz Festival; il My Way Jazz Festival di Lercara Friddi; il Roccella Jazz Festival; il Soul Funk Festival di Bari; lo Jonio Jazz Festival; “Jazz e non solo Jazz” di Fermo; la rassegna di Piazza Duomo a Messina e tanti altri con sbarco finale all’Umbria jazz Winter 2015/2016 di Orvieto…9 set per 9 Sold Out.
L’ultimo singolo “Connections” è appena uscito e giá svetta nelle Charts Internazionali ed é in rotazione in BBC e in tutte le radio londinesi.
Questo singolo è il Remix del brano che dará il titolo al nuovo album in uscita a giugno che ha come concept i rapporti fra le persone e le relazioni con le cose e i concetti, tutto, rigorosamente a base di funk/jazz.

TEAM
Pippo Lombardo:
Lead project, keyboards – music composer
Piero Lombardo: lead project – music and lyrics composer
Maria Enrica Lotesoriere: Lead vocal and lyrics composer
Liviana Ferri: percussions
Beppe Sequestro: bass
Fabio Delle Foglie: drums
Gianluca Cardellicchio: rhythm guitar
Antonio Tosques: guitar
Piero Dotti: Backgound vocal & percussions
Christine Joan Johnson: lyrics and management
Elio Arcieri: background vocal
Kathryn Ballard Shut: lyrics and music composer
Tullio Ciriello: sound engineer
Enzo Lombardo: Graphics and Artwork

GUESTS
Daniele Scannapieco: tenor sax
Gianfranco Campagnoli: trumpet & flugelhorn
Serena Brancale: voice, music & lyrics composer
Mimmo Campanale: drums
Bruno Tassone: sax session
Francesco Palmitessa: solo’s guitar

http://www.camerasoul.eu/

Musica ad alta risoluzione meglio dei CD? Forse, ma non c’entra l’orecchio.

di: Dario D’Elia @dariodelia74Fonte: Wall Street Journal

L’audio ad alta risoluzione, magari in FLAC, AAC o ALAC, sulla carta dovrebbe sentirsi meglio rispetto alla qualità CD e ancora di più rispetto agli MP3, ma non è sempre così. O meglio le differenze spesso non sono così sensibili, come ha sottolineato recentemente il giornalista musicale David Pogue facendo a pezzi il Pono player di Neil Young.

Il motivo, secondo Wilson Rothman del Wall Street Journal, si deve alla catena di produzione musicale. Il giornalista si è avventurato in un lungo viaggio per scoprire la verità su questo argomento sia provando in prima persona l’esperienza d’ascolto che coinvolgendo gli addetti ai lavori.
In una prima comparazione di tracce audio ad alta risoluzione, qualità CD e iTunes, anche con un impianto Hi-Fi degno di nota, è stato difficile azzeccare le differenze. Tutte suonavano mediamente bene. Alzando il livello e andando a bussare da un produttore di altoparlanti di fascia alta – la californiana Magico – poco è cambiato anche con le Q7 Mark II da più di 200mila euro.

Lo specialista Alon Wolf ha confermato durante l’ascolto di “Mirror” di Charles Lloyd una piccola superiorità dell’alta risoluzione rispetto all’audio CD. Il giornalista però non è riuscito a cogliere la sottigliezza. Quando hanno provato “Feelin’ the Same Way” di Norah Jones e “Homeless” di Paul Simon la qualità CD ha fatto meglio di quella ad alta definizione.
Evidente quindi che la criticità è nella fase di registrazione e produzione. L’ingegnere del suono Bob Ludwig, che ha lavorato a capolavori dei Rolling Stones, Led Zeppelin e Daft Punk, spiega che la maggior parte degli album viene rimasterizzata nel tempo fornendo suoni leggermente diversi. Le versioni ad alta risoluzione non è detto che siano sempre migliori.

Nel caso di “Random Access Memory” abbiamo la certezza che la registrazione a 24 bit offerta dall’alta definizione è analoga al master, quindi superiore all’esperienza CD. Però è un caso, perché anche i generi musicali incidono. “Quando vai nel rock ‘n’ roll, c’è del materiale che a bassa fedeltà suona meglio”, spiega Ludwig. “Al momento sto rimasterizzando una vecchia traccia dei Nirvana. Non farà molta differenza in alta risoluzione, ma perché la base di partenza è molto scadente di proposito”.
Nel jazz, la classica e altri generi “più impegnati” c’è una cura diversa rispetto al pop. La maggior parte dei successi da classifica sono mixati per rendere al meglio in radio, in MP3 e su YouTube. La “gamma” è compressa in modo che anche i suoni più deboli si sentano di più. Quando tutto questo migra in alta risoluzione, gli echi, le armoniche e ogni “transiente” sono persi per sempre.

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Pono Player

Un esempio calzante è dato dall’album Graceland di Paul Simon, pubblicato nel 1986 e poi rimasterizzato nel suo 25° anniversario. La nuova versione si sente più alta perché più compressa, ma l’effetto collaterale è che vengono ridimensionati i benefici dell’alta risoluzione.

Il problema appare di dimensioni sempre più grandi più ci si allontana dai giorni nostri. La Blue Note – storica etichetta del jazz – ha deciso di convertire tutti i classici (fino al 1972) in formati digitali di eccellenza. Però per ricreare l’esperienza di ascolto “analogica” è costretta a equalizzare rincorrendo l’effetto vinile. Insomma, in questo caso si tenta di replicare l’esperienza di ascolto più che quella della fedeltà alla live session.

“Alla fine della fiera? Conta scrivere buone canzoni. Dare performance col cuore. Se non hai questo, suona merda in ogni formato”, ha concluso l’ingegnere del suono Wolf.

System Audio Saxo 5

La serie di diffusori Saxo nasce per regalarvi la miglior qualità audio con un design e un prezzo sorprendenti.

La serie Saxo non solo è il perfetto complemento di ogni impianto Hi Fi, può diventare la perfetta compagna anche del vostro Home Theatre. La superba qualità audio di questi speaker vi porterà incredibilmente vicini alla musica che amate, qualunque essa sia.

Rock, pop, classica e jazz da CD, mp3, DVD, Blu ray o Network Player, non importano il genere, la sorgente e la risoluzione della musica che state ascoltando, la serie Saxo è pensata per regalarvi la massima esperienza d’ascolto, senza compromessi. Il suono di questi speaker vi lascerà senza parole.

Il segreto di questi diffusori è la semplicità, pochi componenti selezionati e assemblati con rigore per regalarvi tanto suono e zero compromessi. La semplicità rende questi speaker belli e resistenti lasciando intatti tutti gli ingredienti dell’audio di qualità.

Una nuova caratteristica della serie Saxo è il DXT-lens, la tecnologia creata per riempire la stanza di suono. I vantaggi che il DXT-lens porta agli speaker Saxo sono evidenti, provate a spostarvi nella stanza e capirete come il suono arrivi pulito, definito e chiaro alle vostre orecchie ovunque siate.

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System Design

I diffusori System Audio nascono da idee semplici e durature. Quello che i progettisti System Audio chiamano “system design”.

System Audio crea diffusori in cui la stessa idea è alla base di ogni prodotto ma viene sviluppata in modo diverso a seconda della sonorità e del design richiesti.

Questi sono i 3 principi con cui System Audio progetta i suoi diffusori:

Musicalità: il suono è la caratteristica più importante in un diffusore, il diffusore è la parte più “debole” dell’impianto, è la componente che sfida maggiormente i principi della natura. Per questo l’attenzione ai particolari è fondamentale per creare un buon diffusore.

Design: il design di un diffusore è ciò che gli permette di integrarsi in qualunque ambiente.

Qualità: qualità è ottenere più di quanto ci si potesse aspettare, un prodotto è di qualità quando è in grado di sorprendervi.

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Saxo 5

Saxo 5 è l’ultima arrivata della serie Saxo, un diffusore elegante e compatto capace di trasformare l’ascolto musicale in un’esperienza ricca e coinvolgente. Questi diffusori, che mantengono il design e la compattezza che caratterizza tutta la serie Saxo, riescono a creare una scena sonora estremamente ricca, precisa e musicale. System Audio ha saputo unire la ricerca del dettaglio al piacere d’ascolto senza dimenticare la semplicità di collocazione, il design e il rapporto qualità/prezzo.

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The Roots Of Unity – Rino Arbore feat. Michel Godard – 2015

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Album: THE ROOTS OF UNITY
Artist: RINO ARBORE feat. MICHEL GODARD
Released: 15 October 2015
Una produzione Dodicilune, distribuzione IRD

di Vito Causarano

Rino Arbore, compositore e chitarrista pugliese molto attivo in varie formazioni sin dalla fine degli anni ’70, in questo nuovo album è accompagnato da Michel Godard, Mike Rubini (alto sax e flutes) e Pippo D’ambrosio (drums e percussion). “The Roots Of Unity” è un progetto che indaga sul concetto di unità prendendo spunto dalla coincidenza iconografica della madonna addolorata con la donna araba con il burqa. Queste due immagini, magicamente sovrapponibili, costituiscono motivo di grande interesse e approfondimento: la simmetria iconografica diviene sinergia e creativa fusione di stilemi popolari e colti, sinestetica fusione. La musica, di matrice improvvisativa, ma con una decisa e puntigliosa “scrittura”, muove dai suoni ancestrali del rito, con l’obiettivo di evocare immagini che si riferiscono alle tradizioni popolari con l’intento di mostrare l’esistenza di un linguaggio che nella diversità riconduce all’unità, rinnovando il senso della musica come espressione di socialità religiosa, lungo i tòpoi della Puglia primitiva (con le influenze della religiosità araba e bizantina), sulla tradizione che muove in transizione verso suggestioni nuove e che si collega idealmente alla musica popolare, ma tende al futuro del suono incognito.

Centro Musica
Corso Vittorio Emanuele II, 65 – Bari
Tel. 080 521 1777

Bari Hi-End (eventi)

Domenica 1 novembre, a conclusione del fine settimana dedicato all’Hi-End, alle ore 20,00 nella Sala Eventi del Nicolaus Hotel, si terrà il concerto gratuito “Soundtrack Cinema” di Mirko Signorile e MrDice.

L’incontro tra il pianista ed il vj MrDice (Nicola De Meo) nasce in esclusiva per Bari Hi-End 2015, dando vita ad una performance d’arte “attuale” in cui il suono è “visto” e l’immagine è “sentita”.

http://www.barihiend.it/

https://www.facebook.com/BariHiEndOfficialPage/

Cambridge Audio CXR120 e CXR200

I nuovi sintoamplificatori AV della serie CX sono pensati per essere il nucleo della vostra esperienza musicale digitale. Per questo utilizzano lo stesso modulo di streaming musicale che si trova nel lettore di rete Cambridge Audio CXN.

I nuovi CXR riproducono qualunque cosa, dai formati MP3 compressi di base ai file FLAC e WAV di qualità master studio a 24 bit/192kHz, che siano cablati, provengano da unità hard disk USB o attraverso Wi-Fi. Potrete anche ascoltare musica in streaming dal web, è compatibile con Spotify Connect e fornisce l’accesso a migliaia di stazioni radio su Internet.

Grazie al supporto per Direct Stream Digital (DSD), potete riprodurre CD Super Audio dal vostro lettore universale.

CXR120

Progettato per essere il cuore del vostro impianto di intrattenimento, il CXR120 è un amplificatore AV di grado audiofilo con 120 Watt per canale che riunisce tutto il knowhow Cambridge Audio in fatto di hi-fi per offrirvi un’esperienza home cinema potente e avvolgente.

L’ottima resa qualitativa dell’audio è ancora più sorprendente se si considera che le sue prestazioni video non sono seconde a nessuno.

Le sette prese di ingresso HDMI, una delle quali è una porta MHL frontale che vi consente di visualizzare i contenuti del telefono sullo schermo, si prendono cura di tutte le vostre esigenze video.

Con HDMI 2.0, il CXR120 sovracampiona tutto a 1080p a definizione ultra elevata 4K e il supporto deep colour garantisce immagini nitide e dettagliate.

Il cuore del CXR120 è il suo trasformatore toroidale di grado audiofilo a basso flusso.

L’emissione di 120 Watt in modalità stereo o di 60 Watt con tutti i sette canali, fornisce potenza più che sufficiente anche per i diffusori più esigenti.

Controllabile attraverso la app iOS/Android gratuita, CXR è un sintoamplificatore versatile, un eccezionale amplificatore hi-fi e il centro del vostro sistema di intrattenimento domestico.

CXR200

Il ricevitore di punta di casa Cambridge Audio è un amplificatore AV di grado audiofilo con 200 Watt per canale che riunisce tutto il knowhow dell’azienda inglese in fatto di hi-fi per offrirvi un’impareggiabile esperienza home cinema potente e avvolgente.

Le otto prese di ingresso HDMI, una delle quali è una porta MHL frontale che vi consente di visualizzare i contenuti del telefono sullo schermo, si prendono cura di tutte le vostre esigenze video.

Con due uscite HDMI, potete collegare un proiettore oltre che il televisore, oppure potete usare la funzionalità di Zona 2 del CXR200 per inviare segnali audio e video indipendenti a una seconda stanza.

Le connessioni HDMI sono classificate 2.0 (a parte gli ingressi MHL che sono 1.4) e supportano gli standard 4K e 3D, CXR200 scalerà tutti i segnali 1080p a una definizione 4K.

Con supporto deep colour, le immagini definite e dettagliate sono garantite.

Il cuore del CXR200 è il suo trasformatore toroidale di grado audiofilo a basso flusso.

Amplificatori di Classe AB discreti garantiscono rumore e distorsione estremamente bassi, mentre l’emissione di 200 Watt in modalità stereo o di 120 Watt con tutti i sette canali, fornisce potenza più che sufficiente anche per i diffusori più esigenti.

Controllabile attraverso la app iOS/Android gratuita, CXR è un sintoamplificatore versatile, un eccezionale amplificatore hi-fi e il centro del vostro sistema di intrattenimento domestico.

HIFIBIT al 24° BARI HI-END

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Cambridge Audio serie CX

CX è la nuova serie high end di Cambridge Audio. Tutte le elettroniche di questa nuova gamma di prodotti sono pensate per rivoluzionare l’intrattenimento domestico dell’era digitale.

CX è il risultato della tradizione di eccellenza Cambridge Audio nel settore hi fi, il culmine di più di 30 anni di esperienza nel campo della riproduzione audio digitale. Cosa potrà offrire questa nuova serie di prodotti hi fi? Performance audio precise, dettagliate, letteralmente in grado di togliervi il respiro, tutto questo pensato per lavorare al meglio con la musica digitale che più amate.

 

Lettore di rete CX N

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CXN è l’evoluzione del pluripremiato Stream Magic 6, è pensato per riprodurre musica in qualunque formato, dagli MP3 ai file a 24-bit/192kHz, FLAC e WAV. Tutto questo con una musicalità incredibile.

CXN può riprodurre “senza fili” musica proveniente da Radio Internet, Spotify Connect, Airplay, server NAS e UPnP. Oltre a tutto questo avrete a disposizione anche la connettività bluetooth.

 

Meccanica cd CX C

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Sviluppato per lavorare alla perfezione con le elettroniche della serie CX, il CXC è una meccanica CD in grado di sfruttare al meglio il DAC integrato nei due nuovi amplificatori CXA60 e CXA80.

Questa meccanica CD priva dello stadio di conversione, manda il segnale digitale al DAC Wolfson inserito negli amplificatori integrati, affidando a questo DAC di elevata qualità il delicato compito della conversione del segnale da digitale ad analogico. Tutto questo per regalare un dettaglio e una purezza che vi lasceranno senza fiato.

 

Amplificatore integrato CX A 60

 

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Questi nuovi amplificatori integrati di casa Cambridge Audio vi porteranno in una nuova dimensione sonora

CXA60 è un amplificatore incredibile, disegnato per sviluppare 60 W per canale, è un amplificatore in classe AB in grado di portare un dettaglio incredibile a tutta la vostra musica. Il trasformatore toroidale è sviluppato per portare al massimo le performance del CXA60 e renderlo capace di pilotare i vostri diffusori con una precisione e un controllo incredibili

Dato che questi nuovi amplificatori sono stati sviluppati con un’attenzione particolare per l’audio digitale, avrete a disposizione 2 ingressi ottici e uno digitale coassiale, così potrete collegare tutte le vostre sorgenti digitali.

Il DAC Wolfson con risoluzione fino a 24-bit/192kHz di elevata qualità integrato in questo amplificatore regalerà qualità, dettaglio e potenza a tutte le vostre sorgenti digitali.

La stessa attenzione è stata prestata agli ingressi analogici, per questo CXA60 è dotato di 4 input RCA e di un Aux jack da 3.5 mm posto sul pannello frontale.

 

Amplificatore integrato CX A 80

 

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Questo incredibile amplificatore integrato della serie CX è in grado di sviluppare 80 W per canale, CXA80 è un amplificatore in classe AB disegnato per regalare un dettaglio incredibile a tutta la vostra musica.

Il trasformatore toroidale è sviluppato per portare al massimo le performance del CXA80 e renderlo capace di pilotare i vostri diffusori con una precisione e un controllo incredibili e creare una scena sonora ricca e coinvolgente.

Dato che questi nuovi amplificatori sono stati sviluppati con un’attenzione particolare per l’audio digitale, avrete a disposizione 2 ingressi ottici e uno digitale coassiale, così potrete collegare tutte le vostre sorgenti digitali.

CXA80 vi mette a disposizione anche un ingresso USB asincrono, potrete in questo modo ascoltare musica direttamente collegando il vostro PC o il vostro MAC sfruttando il DAC integrato il questo incredibile amplificatore.

Il DAC Wolfson con risoluzione fino a 24-bit/192kHz di elevata qualità regalerà qualità, dettaglio e potenza a tutte le vostre sorgenti digitali.

QED XT40 Best speaker cable 2014 for What Hi-Fi

XT40 celebrates QED’s 40 years of award winning British heritage. Winner of ‘Best speaker cable’ at this years What Hi-Fi? Awards.

Acclaimed by What HI-FI? Magazine; this ‘Five Star’ award winning pure copper loudspeaker cable boasts QED’s advanced X-TubeTM technology and a massive 4mm2 cross sectional area. This results in a cable that delivers clear sonic advantages over conventional cable designs by maintaining a flat frequency response within the audio band.
We are so confident about the performance of the new XT40, we urge enthusiasts to audition and compare it, not only to their favourite cable but also to alternative models at any price.
Prepare to be surprised!

AWARDS AND REVIEWS

“Everything about the XT40 is clear and engaging….superb performance at the price”

HiFi Choice Extras 2015, February 2015

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“The QED XT40 is a special cable – detailed, balanced and authoritative, and we think it’s worth every penny. Go treat your system.”

What HiFi? Sound and Vision, October 2014

“An exceptional performer and a natural upgrade from a beginner’s cable.”

What Hi-Fi? Awards 2014 – Best Speaker Cable, October 2014

FEATURES AND BENEFITS

X-TUBE™ TECHNOLOGY

At low frequencies both X-TubeTM and conventional stranded/solid core speaker cables convey signals in a linear way. However, at high frequencies, X-TubeTM retains a near-linear signal transfer, whereas the conventional cable fails to conduct uniformly across the entire conductor area. The result is that X-TubeTM delivers greater detail and fidelity across the audio spectrum which would other wise be lost in ordinary cables.

LARGE cross-sectional area

The 4mm2 cross sectional area means XT40 exhibits very low resistance, allowing amplifiers to exert outstanding control over the speakers they are driving. In addition, its large cross sectional area makes it suitable for long cable runs.

Specifications

Wire gauge – 12 AWG

Jacket OD – 6.00mm
Cross-sectional area – 4.00mm²
Loop resistance – 0.008 Ω/m
Capacitance – 59pF/m
Inductance – 0.46 µH/m
Dissipation factor – 0.0576
Nominal outside diameter 6.0 mm
For best results use QED Airloc™ Forte banana plugs.
QED Lifetime Guarantee

X-TUBE TECHNOLOGY

At low frequencies both X-TubeTM and conventional stranded/solid core speaker cables convey signals in a linear way. However, at high frequencies, X-TubeTM retains a near-linear signal transfer, whereas the conventional cables fail to conduct uniformly across the entire conductor area.

In standard speaker cables at high frequencies current flow is highest at the periphery with rapidly deteriorating current density towards the centre of the conductor.

The effect of this is to reduce the actual cross sectional area of the cable at 15kHz to less than 75% of that at low frequencies. This results in higher distortion and compromises the performance of the cable.

X-TubeTM with polycore technology exhibits much lower self-inductance and is therefore less affected by this problem. The polycore technology reduces loop inductance to levels only achievable using more costly and difficult to terminate cables.

The result is more high frequency detail, less distortion and greater performance.

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AZUR 851N IL LETTORE DI RETE DI RIFERIMENTO

AZUR 851N

IL LETTORE DI RETE DI RIFERIMENTO

Punto di arrivo delle performance nello streaming e nell’audio digitale, 851N è il lettore di rete definitivo. Ecco alcune delle sue caratteristiche: sovracampionamento fino a 24-bit/192kHz da qualunque fonte, riproduzione fino a 24-bit/192kHz, riproduzione da USB, ingressi audio digitali e servizi streaming via wi-fi, Spotify Connect, Apple AirPlay, e DSD.

POTERE ALLA RETE

851N è un lettore di rete creato per estrarre ogni dettaglio sonoro da qualunque sorgente audio digitale. Le sorgenti utilizzabili via streaming sono molteplici: smartphone, computer portatili, decoder e molto altro, qualunque dispositivo utilizziate rimarrete sorpresi dalla qualità del suono. 851 N è pensato e progettato per garantire prestazioni elevate, senza compromessi. Non è solo questione di conntettività, di input e output, ogni componente interno è stato selezionato per ottenere la massima qualità. Il risultato è il più versatile e potente lettore di rete digitale che abbiamo mai creato.

PERFORMANCE AD ALTA RISOLUZIONE

851N utilizza il nostro rinomato chip di sovracampionamento ATF2 24-bit/384kHz. Questo ATF (Adaptive Time Filtering) non solo estrae ogni dettaglio da qualunque sorgente (tra cui CD, Blu-ray e file digitali lossless) ma elimina virtualmente l’effetto jitter, piuttosto comune nei file digitali, che può causare un appiattimento complessivo del suono e un’ inferiore risposta dei bassi.

851N vi offre anche la possibilità di riprodurre file a 24-bit/192kHz da qualunque sorgente collegata via USB, ingressi digitali, via ethernet o wi fi. Il suono sarà sempre musicale e ricco di dettagli.

TUTTA LA CONNETTIVITÀ DI CUI AVETE BISOGNO

Comunque vi piaccia ascoltare la vostra musica digitale, 851N sarà in grado di soddisfare le vostre aspettative. Con 5 ingressi USB, 2 ingressi ottici, 2 digitali coassiali e l’ingresso digitale XLR, la connettività ethernet e wi fi, 851N è pensato per “lavorare” con qualunque sorgente vogliate collegare: Blu-Ray, smartphone, tablet, laptop, consolle per videogame, lettori CD, decoder e molto altro.

Come è ovvio aspettarsi anche le uscite garantiscono elevate qualità e versatilità, 851N fornisce uscite analogiche XLR bilanciata e RCA sbilanciata, uscite ottiche digitali e coassiali, ha anche un ripetitore IR che vi permetterà di “nascondere” 851N all’interno di un mobile, anche se è un vero peccato nascondere un display a colori così incredibile!

DESIGN DI ALTA QUALITÀ

851N è progettato non solo per garantire una sorprendente qualità audio ma anche per essere bello da vedere. Il nuovo display TFT da 4.3 pollici a colori mostra le informazioni di riproduzione, la copertina dell’album che state ascoltando e molto altro, il controllo del volume può essere effettuato da telecomando o da smartphone tramite l’App gratuita messa a disposizione da Cambridge Audio. Il cabinet interamente in metallo e il frontale in alluminio rigido fanno si che in 851N le vibrazioni indesiderate siano ridotte al minimo, oltre a renderlo esteticamente molto bello.

PERFORMANCE E VERSATILITÀ

Le possibilità di riproduzione sono infinite – Spotify Connect, Apple AirPlay, Internet Radio, USB with DSD, MP3, AAC, WMA, ma anche formati lossless come FLAC, Apple e Ogg Vorbis. La connettività audio digitale permette la riproduzione di musica da tutti i più importanti servizi in streaming così come dai comuni formati audio digitali, alta risoluzione inclusa. Tutto questo con la definizione e il dettaglio del formato 24-bit/192kHz.
851N è anche compatibile con l’accessorio BT100 il cui collegamento vi permetterà di sfruttare anche lo streaming di file audio via bluetooth, oltre a tutto questo abbiamo dotato 851N di un processore interno che, una volta collegato a un PC, ne permette l’aggiornamento. 851N è un’elettronica versatile, funzionale e a “prova di futuro”!

POTENZA ALLO STATO PURO

Il doppio convertitore digitale-analogico (DAC), configurato in modalità mono, assicura la massima fedeltà del segnale su entrambi i canali (left e right), l’alimentazione è di altissimo livello grazie all’utilizzo del trasformatore toroidale di grado audiofilo, l’introduzione del nuovo processore Zander permette non solo lo streaming in risoluzione 24-bit/192kHz via wi-fi, ma anche di avere un’interfaccia ancora più veloce e intuitiva.

Benvenuti nel mondo del suono naturale Harbeth

Altoparlanti monitor BBC-inspired… perfezionati a livelli di eccellenza.

Per oltre 35 anni Harbeth ha perfezionato gli altoparlanti eredi dei leggendari BBC monitor, creando diffusori richiesti in tutto il mondo per la loro correttezza e la risoluzione imbattibili.

A partire da Mod. P3, delle dimensioni di una scatola da scarpe, fino al potente monitor 40.1, ogni prodotto Harbeth è una combinazione unica di tradizione e tecnologia. All’interno degli “apparentemente” classici mobili in legno scoprirai le migliori unità altoparlanti del mondo e crossover progettati ed ottimizzati al computer. È questa rara combinazione di eredità collaudata e tecnologia avanzata che produce il suono naturale per cui Harbeth è così famosa in tutto il mondo.

Al centro di ogni Harbeth c’è la nostra tecnologia proprietaria del cono “RADIAL™”. Questa tecnologia nata in casa Harbeth è il singolo più grande progresso nella tecnologia applicata alla costruzione dell’altoparlante per una generazione – niente più si interpone tra il diffusore e l’ascoltatore e la sensazione è di “essere lì davvero”.

Meglio per il coinvolgimento dell’ascoltatore, meglio per la chiarezza e migliore la precisione – Harbeth offre il definitivo standard di ascolto. Preparatevi a riascoltare la vostra intera collezione di musica!

I Rivenditori Harbeth vi invitano calorosamente a ricercare il suono Harbeth con il modello più adatto per il tuo impianto.

Alan Shaw
Designer & Amministratore Delegato

I dischi per le prove (articolo esterno)

I dischi per le prove
non solo quelli audiophile vanno bene…
Geoff Husband’s choice

[Complete English version] [Versione Italiana completa]

Dopo un grande numero di lettere che richiedevano le modalità dei test, ovvero i brani degli ascolti e a cosa porre attenzione, ho cercato vagamente di descrivere cose come *dinamica*, sincronizzazione/tempismo, passo… ma sono arrivato alla conclusione che sarebbe stata più utile una lista dei dischi che uso nelle mie sessioni di ascolto.
Tutti i dischi, eccetto uno, sono reperibili facilmente e penso che siano anche buona musica. Sono per lo più Rock…vedrò di trovare qualcosa anche per gli amanti di musica classica.
Spero che Lucio mi permetterà di aggiornare questa lista, così che i nuovi audiofili possano avere un riferimento. Devo dire anche che questi brani servono per evidenziare difetti molto evidenti. Solo lunghe sessioni di ascolto di musica ben nota potrà completare il quadro. Continua a leggere l’articolo originale

Copyright © 1999 Geoff Husband – http://www.tnt-audio.com

Traduzione: Alessandro Bianchi

 

Guida per acquistare il tuo impianto

Su questo sito potrai trovare, oltre ad un’ampia gamma di prodotti che rappresentano quanto di meglio offre il mercato in questo campo, notizie, guide ed una consulenza preparata pre e post-vendita per aiutarti a configurare al meglio il tuo impianto audio hi-fi ed acquistare online i singoli pezzi. Se non trovi l’informazione giusta oppure il pezzo che stai cercando, visita la pagina contatti e ti ricontatteremo al più presto per risolvere ogni tuo quesito o soddisfare ogni tua esigenza. Sorgente digitale, amplificatore, cavi e diffusori; Pochi elementi ma necessari per riuscire a comporre un sistema hifi per riprodurre musica. Ma come fare per sceglierli? E, soprattutto, dato che ascolto solamente gli ultimi successi pop, non mi posso accontentare anche di un sistema compatto low-cost?
Iniziamo col dire che la musica, tutta la musica, è composta fisicamente da vibrazioni che, colte e tradotte dai nostri timpani in segnali elettrici per il cervello, scendono piano piano fino a scaldare il cuore. Possedere un impianto audio Hi-Fi, o di Alta Qualità, non è quindi necessariamente prerogativa degli “audiofili” o di appassionati di musica classica o sinfonica. Le note calde e suadenti degli ottoni nel jazz o nel blues, la distorsione esaltante della chitarra elettrica rock oppure le vibrazioni potenti dei bassi dell’Hip-hop. Qualunque pezzo vogliate ascoltare nel salotto di casa vostra, realizzato in studio con i migliori strumenti di registrazione disponibili, ha bisogno del miglior supporto che voi gli possiate concedere per essere riprodotto più fedelmente possibile e fornirvi, così, un’esperienza di ascolto straordinariamente coinvolgente. Alcuni tendono a non considerare l’acquisto di un impianto Hi-Fi in quanto troppo potente per le proprie effettive necessità. Nel salotto di casa, in fondo, siamo soli e in silenzio, a cosa servono tanti Watt? Niente di più sbagliato! Con un buon impianto hi-fi audio stereo, invece, si riesce ad ottenere una qualità del suono ottimale anche a volume molto basso, evitando così di ritrovarsi distorsioni fastidiose durante l’ascolto come succederebbe alzando troppo il volume. Vi abbiamo convinti sull’importanza di possedere un impianto hi-fi audio di alta qualità? Bene, se ci siamo riusciti ora dovrete scegliere quello che più si adatti alle vostre esigenze e ai vostri spazi. Procediamo con ordine, però: prima serve una breve infarinata sulle caratteristiche principali degli impianti Hi-Fi e del suono che deve riprodurre.

 

Caratteristiche principali degli impianti HI-FI

Come già detto, il suono è una vibrazione che si può rappresentare come un’onda che mette in movimento il mezzo entro cui si muove, nel nostro caso l’aria. L’onda sonora è percepita diversamente a seconda della sua altezza, che fa sentire un suono più acuto o più grave in base alla frequenza delle vibrazioni al secondo (Hertz), della sua intensità, quindi il volume (Decibel), o del timbro, che ne classifica la tipologia (pianoforte, violino, tromba, ecc ecc.).

Perché il suono venga percepito perfettamente dal nostro orecchio, capace di percepire altezze che vanno da 16Hz a 20.000Hz, l’impianto deve essere capace di riprodurre quanto più fedelmente possibile tutte tre queste caratteristiche, pena la presenza di fastidiose distorsioni.

La vibrazione sonora poi, accolta da un sistema di ricezione come un microfono, passa attraverso una serie di campi elettromagnetici che, variando in base al tipo di onde, la trasformano in impulsi elettrici.

Questi impulsi ad ampiezza ridotta sono inviati a un amplificatore, il cuore del sistema, capace di potenziarli e adattarli ai diversi usi che ne dobbiamo fare.

Se il prossimo anello della catena sarà un diffusore, gli impulsi elettrici saranno nuovamente trasformati con un’operazione inversa da una serie di campi elettromagnetici in vibrazioni dell’aria, che raggiungeranno direttamente i nostri timpani. Un registratore, invece, inciderà questi impulsi su un supporto come un CD, un SACD o un disco in vinile oppure in un file audio (mp3, flac, wav etc.), che a sua volta sarà letta da un lettore, un giradischi oppure da uno streamer (nel caso di un file digitale) che invierà nuovamente impulsi elettrici a un amplificatore, riavviando la procedura fino a che l’onda sonora finale arriverà al nostro orecchio, quindi al cervello.

È facile, pensando a tutti i passaggi che il suono deve fare prima di essere percepito, capire come sia probabile che nel frattempo la sua qualità possa uscirne compromessa.

Il mondo dell’Alta Fedeltà è sicuramente composto da alta tecnologia e processi difficilmente comprensibili se non si possiedono determinate conoscenze tecniche. A tutti però può venir voglia di costruirsi un buon impianto Hi-Fi per godere a pieno delle note del proprio gruppo preferito.

Questa breve guida è stata scritta proprio per aiutarvi a comprendere in modo sintetico la struttura di un simile sistema, così da guidarvi nella scelta migliore per le vostre esigenze.

A questo punto, non ci rimane che augurarvi buon ascolto.

Sorgenti

Tralasciando le attrezzature di registrazione, nei nostri impianti da salotto il primo supporto da cui parte il suono è la sorgente digitale ad alta definizione, che può essere di diversi tipi:

Lettori CD/DVD: sono costituiti essenzialmente da un motore meccanico che permette al CD di ruotare ad alta velocità e un lettore ottico che, tramite l’utilizzo di un laser, riesce a leggere i dati scritti sul supporto (a 16bit se parliamo di un CD, 24bit per un DVD) e, dopo averli trasformati in segnale analogico, li invia all’amplificatore.

La trasformazione dei dati viene effettuata da un convertitore D/A (digitale-analogico), punto nevralgico del lettore la cui qualità determina al 90% la classificazione del prodotto. La risoluzione del convertitore deve essere più alta possibile. Le uniche altre caratteristiche da considerare, oltre al convertitore, sono:

  • risposta in frequenza: identifica l’intervallo di frequenze che il lettore è in grado di processare e reindirizzare all’amplificatore. Deve essere sempre superiore a 20-20.000 Hz (praticamente le frequenze udibili per l’orecchio umano);
  • distorsione armonica (THD): pensate all’impulso amplificato come un’auto che percorre a grande velocità un tunnel attraversato per il largo da proiettili di vernice, e che deve cercare di uscire dal tunnel con meno macchie possibili. Il THD misura in percentuale la distorsione del segnale originale dovuto alla presenza di onde estranee all’interno del lettore, dette anche armoniche spurie. Ovviamente, più bassa è la percentuale di distorsione, più pulito esce il segnale. La distorsione è un parametro importante per qualunque componente Hi-Fi, come vedremo in seguito;
  • entrate digitali: sono utilissime per collegare al lettore anche sorgenti digitali esterne (come un lettore video), in maniera da sfruttare i suoi circuiti di conversione interni, quasi sempre a 24bit.

Convertitori D/A (DAC): questi componenti convertono i segnali digitali in analogici e li trasmettono all’amplificatore, dopo aver compiuto una funzione di preamplificazione. Come abbiamo già visto, spesso sono integrati nella sorgente, ma gli apparecchi singoli si caratterizzano per l’elevata qualità e convertibilità (gli ultimi modelli sono dotati d’ingressi USB, per utilizzare il computer come sorgente).

Sintonizzatori: sono dispositivi che permettono la ricezione di programmi radiofonici. Vista la bassa qualità di tali segnali, nonostante gli attuali sistemi di trasmissione digitale abbiano migliorato la situazione rispetto a qualche anno fa, nessun dispositivo, neppure il più costoso, potrà avvicinare la qualità sonora radiofonica a quella delle altre sorgenti ma, certamente, potrà migliorarla. Esistono modelli integrati nell’amplificatore (sintoamplificatori) che permettono di ridurre i costi e gli ingombri, ma sono da escludere per chi pretende una qualità eccellente. Le caratteristiche da prendere in considerazione sono:

  • gamma di ricezione: identificano le frequenze che possono essere lette dal ricevitore. Si distinguono in analogiche e digitali. Le classiche AM e FM sono analogiche, mentre le frequenze DAB (Digital Audio Broadcasting) sono molteplici;
  • distorsione armonica: vedi lettore CD/DVD;
  • rapporto S/N (signal/noise): identifica il rapporto fra il segnale e il rumore di fondo che qualsiasi apparecchiatura produce a causa del segnale elettromagnetico e si misura in dB. Più questo rapporto è alto meglio è, in quanto il segnale amplificato sarà molto maggiore di quello disturbatore di fondo;
  • sensibilità in ingresso: ossia la capacità di ricevere correttamente i segnali via etere.

Giradischi: questo componente che pensavamo ormai di trovare solo nei musei è tornato incredibilmente alla ribalta grazie in parte al ritorno del vintage ma non solo. Sono infatti molti a ritenere che il suono del vinile sia in assoluto il Top dell’ascolto hi-end. Comunque la si pensi, Il suono caldo del 33 giri si inizia a rivedere anche sulle bancarelle o nei negozi di musica in versione originale o ristampe audiophile.

I giradischi sono essenzialmente di due tipi: a trazione diretta o mediata da altri dispositivi come cinghia o puleggia. I primi, avendo il piatto fissato direttamente sull’asse del motore, hanno il vantaggio di essere meno sottoposti a usura. Tuttavia manca in questo caso l’elasticità tra motore e piatto che permette ai secondi di attenuare le vibrazioni del sistema di lettura. Il sistema di trasmissione a cinghia è quello più utilizzato in ambito hi-end.

Le caratteristiche dei giradischi da tenere in conto sono diverse:

  • testina: cuore del giradischi, questo minuscolo accessorio è la parte più importante del meccanismo. La sua definizione tecnica è generatore elettromeccanico e funziona, per farla in breve, con un diamante ancorato su un minuscolo albero che, muovendosi su una sospensione, segue le modulazioni del solco sul disco e le trasforma in un segnale elettrico con il contributo di magnete e bobina. A seconda di come lavorano appunto questi due supporti, le testine si classificano in due tipologie: MC (Moving Coil), in cui ad oscillare è la bobina o MM (Mobile Magnet), in cui a muoversi è appunto il magnete. Le testine MC ottengono solitamente prestazioni di suono migliori a fronte però di un peso superiore, un costo generalmente più elevato e un segnale in uscita più basso, che necessita generalmente di una preamplificazione adeguata, rispetto alle MM.
  • materiali: legno, vetro, marmo leghe di metalli e polimeri sono i materiali di costruzione migliori. Il loro peso specifico rende più stabile e meno soggetta a vibrazioni la struttura e sono ottimi isolanti, limitando le interferenze elettromagnetiche. Struttura, piedini isolanti, sistema smorzante, tutte le caratteristiche vanno bene se aiutano a diminuire le vibrazioni.
  • velocità: la maggior parte operano a 33 o 45 giri/min, solo pochissimi arrivano a 78 giri/min.
  • braccio: può essere diritto, tangenziale oppure a S. Non ne esiste uno migliore dell’altro, dipende dai gusti personali.
  • Wow&flutter: le variazioni di velocità (wow=lento, flutter=rapido), per avere più qualità del suono, devono essere il più ridotte possibile. Si esprime come scarto percentuale rispetto alla velocità standard.
  • Rumble: il rumore di fondo si esprime di dB negativi e indica la differenza fra quello rilevato (prodotto per lo più dal dispositivo di trazione) rispetto a quello preso come riferimento.

Preamplificatori, Amplificatori finali ed Amplificatori integrati

La scelta di un amplicatore non è sicuramente facile e altrettanto difficile sarà quella del preamplificatore.

Ecco di seguito alcune nozioni e cose da sapere su Amplificatori e Preamplificatori:

Se la sorgente produce un segnale a bassa potenza, come quello proveniente da un Pick Up di una chitarra elettrica o, nel caso di un giradischi, da una testina, deve essere preamplificato per poter essere letto senza un eccessiva aggiunta di rumore da un componente come l’amplificatore.

Qui entrano in gioco, appunto, i preamplificatori che, come nel caso dei sintetizzatori, meno sono integrati nell’ampli meglio è (si rischia altrimenti che siano usati prodotti di scarsa qualità).

Questi componenti sono ottimizzati, appunto, per leggere e amplificare impulsi anche di pochissimi millivolt senza l’aggiunta di un eccessivo rumore. Nei “pre” di alta qualità si può trovare anche l’alimentatore separato, in maniera che il segnale debba subire nel transito la minor quantità possibile di interferenze elettromagnetiche. Solitamente si tende ad acquistare pre e ampli della stessa marca/serie, così da evitare spiacevoli problemi di compatibilità di segnale.

Una particolare attenzione va poi messa nella scelta dell’amplificatore finale o di potenza, snodo centrale di un impianto Hi-Fi, fondamentale per non perdere nulla del calore e della purezza della musica durante il processo di potenziamento del segnale.

Gli Amplificatori integrati sono apparecchi che includono, all’interno di un unico contenitore, una sezione di preamplificazione ed una di potenza, consentendo il collegamento diretto di sorgenti con uscite di basso livello. Possono disporre di ingressi di linea per il collegamento di CD player o altre sorgenti di questo tipo, di uno stadio Phono per il collegamento di un Giradischi ed anche di un ingresso Digitale di conversione D/A per il collegamento a sorgenti digitali o meccaniche di lettura ottica. Ultimamente si sono aggiunte, alle classiche possibilità di collegamento via cavo, anche dei modelli che consentono la ricezione Wireless (senza fili) da Devices quali: Smartphones, Tablet etc… I vantaggi di questa soluzione sono principalmente: il contenimento degli ingombri, la semplificazione dei collegamenti e (ma non sempre) Il minore costo di acquisto.

Le caratteristiche principali degli amplificatori per casse sono:

  • potenza: caratteristica principale di questo componente, si misura in watt e sta a indicare la capacità di amplificare il segnale. Spesso si trovano segnalati diversi tipi di watt, che misurano tutti il segnale in uscita, e che quindi possono generare confusione: i watt RMS, quelli da tenere in considerazione maggiormente per la vostra valutazione, misurano la massima potenza sostenibile per un certo lasso di tempo con un tasso minimo di distorsione. Il rapporto con i watt di picco è di 1/8, mentre con quelli musicali è di 1/2.
  • classeA: producono meno distorsioni ma sono più soggetti a surriscaldamento. B: distorcono maggiormente ma riscaldano meno. AB: sfruttano le caratteristiche di entrambi, ottenendo performance accettabili sotto entrambi i profili.
  • risposta in frequenza: si tratta dell’intervallo di frequenze che l’amplificatore riesce a processare senza perdite di volume. Per classificare un amplificatore come Hi-Fi, tale intervallo non deve mai essere inferiore a 20 – 20.000 Hz, con una diminuzione di volume non maggiore di 0,5 dB.
  • rapporto S/N (signal/noise): identifica il rapporto fra il segnale amplificato e il rumore di fondo che qualsiasi amplificatore produce a causa del segnale elettromagnetico e si misura in dB. Più questo rapporto è alto meglio è, in quanto il segnale amplificato sarà molto maggiore di quello disturbatore di fondo. Esperti garantiscono che un rapporto di 60dB già garantisce un ascolto privo di disturbi.
  • distorsione armonica (THD): vedi lettore CD/DVD.
  • ingressi/uscite: di regola più ingressi o uscite ci sono meglio è. Un’attenzione particolare, però, va messa su quelle digitali, data la loro capacità di mantenere inalterato il segnale.

Diffusori

Questa sezione è dedicata ai diffusori per impianti hi fi che ci permettono di tirar fuori il miglior suono possibile dai nostri componenti.

Di seguito trovate delle informazioni utili per scegliere le vostre casse altoparlanti tenendo sempre conto anche dei prezzi.

Il segnale amplificato, viene poi inviato verso l’ultimo step della filiera, i diffusori, che hanno il compito di chiudere il cerchio e di trasformare nuovamente il segnale elettrico in vibrazione dell’aria. La scelta del corretto sistema di altoparlanti è forse la più difficile con cui avrete a che fare, perché infinite sono le variabili che possono invalidare una scelta che in negozio sembra la più corretta.

Questo succede perché la qualità delle casse non è l’unica cosa che influirà sul risultato sonoro, anzi un ruolo fondamentale lo giocherà la conformazione dell’ambiente d’ascolto.

Il materiale di cui sono fatti i muri, la forma della stanza, tutto può influire sul suono. Ed è inutile cercare la qualità migliore nell’impianto se il salotto non è acusticamente adeguato. Per evitare quindi di spendere soldi a caso, vi conviene chiedere la consulenza di un esperto. In linea di massima vi possiamo dire che più le pareti di una stanza sono fonoassorbenti (con la presenza, per esempio, di tendaggi o tappeti) meno l’ascolto sarà disturbato da riflessioni sonore che ne possono compromettere la purezza.

In caso di diffusori specifici, è bene che gli altoparlanti dedicati alla riproduzione delle frequenze alte e medie siano all’altezza dell’orecchio mentre non è importante la posizione dei bassi, di cui il nostro orecchio non riesce a percepire la provenienza. La distanza di qualunque diffusore dalla parete, infine, è bene che non sia inferiore al mezzo metro, sempre per una questione di risonanze.

Il primo passo nella scelta di un diffusore è comunque la tipologia: da piedistallo o da pavimento. Quelli da piedistallo, stilisticamente forse più gradevoli, tendono a ridurre l’efficacia sulle basse frequenze, mancando di una base d’appoggio che funge da cassa di risonanza come il pavimento, ma hanno il pregio di rendere più ampio lo stage virtuale (utile in caso di piccole dimensioni della sala) e più nitido il suono. Le casse da pavimento lavorano invece meglio in un ambiente di grandi dimensioni, con spazi adeguati da permettervi di studiare le giuste distanze con i muri perimetrali così che la maggior estensione e robustezza del suono non vada a nuocere sulla nitidezza dell’ascolto.

Per contrastare l’emissione di suoni posteriore, fastidioso per l’ascolto, i diffusori sono solamente costruiti in due modi:

  • bass-reflex: attraverso una porta accordata riconverte l’onda posteriore e la rispedisce frontalmente, in fase con quella anteriore. Questo sistema garantisce una buona potenza, soprattutto sui bassi, ma può, in caso di amplificatori poco potenti, causare lievi distorsioni sul segnale elettromagnetico ancora non convertito.
  • a sospensione pneumatica: chiusi ermeticamente intorno al cono, utilizzano il potere smorzante dell’aria per limitare gli effetti dannosi della onde sonore posteriori. Sono preferiti a volte al bass-reflex perché a fronte di una minore robustezza del suono, garantiscono una migliore nitidezza.

Il numero di vie identifica effettivamente il numero di altoparlanti di cui è composto il diffusore. Se sono più di uno, il segnale in arrivo dall’ampli passa necessariamente attraverso un filtro crossover, che dividerà le frequenze che lo compongono e le distribuirà all’altoparlante specifico.

I diffusori per impianti Hi-Fi che solitamente trovate in commercio sono a due vie o a tre vie. In quelli a due vie il crossover divide le frequenze in alti e bassi, in quelli a tre vie si aggiungono i medi (in questo caso gli altoparlanti si definiscono woofer per i bassi, midrange per i medi e tweeter per gli alti).

Non è possibile dire oggettivamente quale delle tante tipologie (ne esistono fino a cinque vie) suoni meglio. Dato che la riproduzione di frequenze alte e basse necessita di caratteristiche del cono praticamente opposte (cedevolezza della sospensione e diametro e massa elevati del cono per i bassi, rigidezza, leggerezza e piccole dimensioni per gli alti), una membrana ottimizzata per una tipologia difficilmente potrà riprodurre fedelmente l’altra, per questo una differenziazione sembra auspicabile. D’altro canto più altoparlanti ci sono in un diffusore, più diventa complicato amalgamare i suoni che emettono viste le molteplici frequenze d’incrocio che si vanno a sovrapporre causando potenzialmente una distorsione di fase (dovuta a tempi diversi d’uscita del suono).

Riscontrano oggi un certo successo anche i sistemi satellitari (o surround), in cui le varie frequenze vengono ripartite alla base in diffusori monovia ma specializzati a seconda delle frequenze, con un unico subwoofer centrale deputato a riprodurre i bassi. In questo caso serve però un amplificatore adatto, con un crossover integrato.

La conclusione di tutto questo è: fate vobis. Nel senso che il modo migliore di scegliere un sistema di diffusori è quello di sentirli accesi, possibilmente in una sala d’ascolto adeguata. Le indicazioni che vi abbiamo dato possono aiutarvi, ma la soggettività dell’ascolto musicale non permette come detto di dare un giudizio definitivo.

Poche sono anche le caratteristiche tecniche da considerare nell’atto dell’acquisto dei diffusori:

  • potenza: si intende in questo caso quella massima che può sopportare l’altoparlante in maniera continuativa senza produrre distorsioni sensibili. Si misura come nel caso degli amplificatori in Watt RMS ma nel caso in cui siano segnalati i Watt di picco, la potenza massima raggiungibile per brevi periodi ma che alla lunga può danneggiare il cono, è bene considerare una potenza più alta rispetto a quella dell’amplificatore;
  • impedenza: identifica la capacità dell’altoparlante di reagire se attraversato da un segnale elettromagnetico e si misura in Ohm (8 Ohm è solitamente lo standard per un amplificatore Hi-Fi). Più gli Ohm sono elevati, minore è la reattività del cono, riproducendo così il suono in maniera meno fedele. Perché l’amplificatore lavori correttamente, però, è controproducente anche un’impedenza troppo bassa che non permette all’altoparlante di apporre un’adeguata resistenza;
  • efficienza o rendimento: descrive la sensibilità dell’altoparlante in rapporto alla potenza necessaria per farlo reagire. Più l’altoparlante è efficiente meno potenza occorre per produrre un’onda sonora dell’ampiezza desiderata. Si misura in Decibel (dB) e descrive la pressione sonora rilevata ad un metro di distanza dal cono con 1 Watt di potenza;
  • risposta in frequenza: vedi Amplificatori.

Cuffie Audio

Per i puristi del suono, che vogliono eliminare totalmente anche quelle piccole distorsioni causate da oggetti che si trovano nella stanza, oppure semplicemente per chi abita in condominio e non vuole disturbare i vicini con le vibrazioni dei muri, si rende necessario l’acquisto di una cuffia Audio Hi-Fi.

Le cuffie possono essere chiuse, quando isolano l’orecchio da qualsiasi interferenza sonora proveniente dall’ambiente circostante, oppure aperte, che risultano più comode per un ascolto prolungato ma sono più permeabili alle interferenze.

Le caratteristiche sono le stesse dei diffusori, trattandosi dello stesso meccanismo in piccolo, installato su un supporto ergonomico.

Cavi

Qui potrete trovare consigli utili sui cavi per impianti hi fi da acquistare ed utilizzare nel migliore dei modi. Oltre ai consigli utili vi ricordiamo che potete chiederci anche informazioni sui prezzi e dove comprare i migliori pezzi per creare il nostro impianto hi fi.

A questo punto avete terminato l’acquisto dei componenti, ma senza una cavistica adeguata non si può dire che il vostro impianto sia completo. Cavi ben schermati di alta qualità sono necessari, infatti, per evitare che il segnale elettromagnetico che avete protetto così bene acquistando componenti di alta qualità, subisca interferenze durante il tragitto fra uno e l’altro “nodo” del sistema.

In realtà l’efficienza dei cavi audio non cresce in maniera proporzionalmente diretta con il loro costo. Dopo una certa cifra, a detta di esperti audio, i miglioramenti risultano così lievi da non valere più l’enorme esborso economico necessario.

Un consiglio fondamentale per non disturbare il segnale è sicuramente quello di ridurre al minimo la lunghezza dei collegamenti fra cui componente e l’altro.

Uno dei problemi principali dei cavi è l’ossidazione del conduttore, che con il tempo ne modifica la struttura alterandone le prestazioni. Per risolverlo si può aumentare la purezza del metallo: il rame, solitamente puro al 99,9% nei cavi commerciali, arriva con procedimenti appositi a purezze molto superiori. Le sigle da considerare in questo senso indicano i “nove” di purezza: 4N (99,99%), 5N (99,999%) e via di seguito.

Nei cavi audio di qualità più elevata viene utilizzato l’argento, anche se solitamente più come antiossidante del rame sottostante che come conduttore, visti i costi elevati. Ancora più raramente si può trovare come conduttore la fibra di carbonio, che non si ossida.

Una trovata per ridurre la resistenza del cavo ad alte frequenze è quella di costruire il cavo con filamenti ultrasottili isolati l’uno dall’altro. Un’altra per ottimizzare il comportamento del conduttore lungo tutta la gamma di frequenze è l’utilizzo di cavi con sezioni di diverse dimensioni e composti da diversi materiali.

Il cavo può essere saldato al connettore, ma c’è chi sostiene che la necessità di attraversare un materiale di diversa composizione dal conduttore nel punto saldato può risultare nocivo per la purezza del segnale, e utilizza quindi la crimpatura.

I cavi si distinguono in:

  • cavi di potenza: sono quelli che collegano gli altoparlanti all’amplificatore. Per la natura del suono che li attraversa sono quelli che più influiscono sul risultato finale, quindi bisogna porvi particolare attenzione. I parametri da tenere in considerazione sono resistenza, induttanza e capacità e variano a seconda della sezione, della lunghezza e della composizione del cavo. Più vicini allo zero sono questi valori, meglio è;
  • cavi di segnale: servono a collegare fra loro sorgenti, preamplificatore e amplificatore finale. Trasmettono un segnale di tipo analogico e possono essere bilanciati o sbilanciati. I primi solitamente vengono utilizzati in ambito professionale, in quanto ottimizzato per ridurre qualsiasi interferenza elettromagnetica o elettrostatica. La schermatura dipende anche dalla tipologia del cavo di massa, meglio intrecciato che avvolto. In generale, comunque, per valutare la qualità di un cavo di segnale bisogna controllare il tipo e la quantità di metallo utilizzato nel cavo.
  • cavi digitali: sono quei cavi necessari a collegare al vostro impianto delle sorgenti digitali, come un PC o un lettore mp3. Principalmente si dividono in elettrici e ottici. Dei primi fanno parte l’S/PDIF, con connettori RCA e impedenza 75 Ohm, e l’AES/EBU, un cavo bilanciato di derivazione professionale con connettori cannon XLR e impedenza 110 Ohm, cavo USB per il collegamento tra PC e DAC o amplificatore. I cavi in fibra ottica, hanno connessione TosLink, funzionano con la fibra di vetro.
  • cavi di alimentazione: necessari per connettere i componenti alla rete elettrica, influiscono sensibilmente sulle interferenze sul segnale dovute all’elettricità, in aggiunta ai condizionatori di rete.

Domande

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Musica Liquida e Alta Definizione.

Giusto qualche concetto di base…

Ora è possibile, attraverso apparecchiature e procedimenti adeguati, ascoltare musica attraverso il proprio impianto HI-FI con una qualità maggiore di quella del CD, avvicinandosi (o superando) la qualità dell’analogico.
La disponibilità dei nuovi formati di “musica liquida” ad alta definizione (HD) consente infatti al semplice appassionato di poter disporre  della stessa qualità del master digitale uscito dallo studio di registrazione, senza la “riduzione” che deve necessariamente essere operata per corrispondere alle specifiche tecniche del CD o del Vinile.
Qualsiasi PC può diventare una fonte audio di qualità elevatissima da porre all’interno del proprio sistema HI-FI.

Che cosa serve:

  • un Personal Computer di normale qualità, con sistema operativo Windows o Mac Os, dotato di porta USB 2.0;
  • un disco fisso dove archiviare la musica liquida; in estrema sintesi può anche essere rappresentato dal disco fisso interno del PC – consigliato comunque un disco di rete (NAS) oppure un disco fisso USB 2.0 o superiore;
  • un convertitore esterno (D/A) che permetta di saltare i circuiti audio del PC, che determinano un elevatissimo degrado del segnale musicale;
  • un player audio (software) che consenta di inviare il segnale audio al convertitore in modalità bit-exact, cioè senza alcun intervento sul flusso di dati;
  • un ingresso di linea disponibile sul proprio preamplificatore o amplificatore integrato.

Opzionalmente, anche se non è indispensabile, il tutto può essere comandato comodamente dalla propria poltrona attraverso un iPod Touch, un iPad o altri dispositivi simili.

Per “alta definizione” si intendono tutti i formati qualitativamente migliori dello standard CD, che è caratterizzato da campioni di 16 bit con frequenza di campionamento pari a 44,1 kHz.
L’alta definizione prevede in genere campioni lunghi 24 bit, con frequenze di campionamento multiple di 44,1 kHz (lo standard del CD) o di 48 kHz (lo standard del DVD): normalmente si parla di 88,2; 96; 176,4 o 192 kHz, anche se esistono in rete files con frequenza di campionamento di 352,8 kHz.
Per chiarire meglio il significato di questi dati, occorre considerare che:

  • l’aumento della frequenza di campionamento determina l’estensione della risposta in frequenza del materiale registrato: il suono più alto registrabile sarà pari alla metà della frequenza di campionamento (quindi un CD non potrà contenere alcuna frequenza superiore ai 22.050 Hz).
  • l’aumento dei bit per campione serve a registrare suoni via via più sottili e delicati; dato che l’aumento per ogni bit è esponenziale (x2), con 16 bit avremo 65.536 “sfumature” possibili, con 24 bit ne avremo più di 16 milioni!

Tenendo conto che l’orecchio umano ha comunque un intervallo di frequenze udibili attestato tra i 20 e i 20.000 Hz, assume particolare rilevanza il dato relativo al numero di bit per campione; in altre parole, sarà meglio disporre di un file a 24 bit campionato a 48 kHz piuttosto che di uno a 16 bit campionato a 96 kHz.
Ulteriore “complicazione” il formato dei files: esistono vari standards, il più diffuso tra quelli che permettono di godere della massima qualità è rappresentato dal formato FLAC ma anche: WAVE, AIFF, Apple Lossless, FLAC, WavPack, APE.

Formati Lossless

Sono formati compressi ma che si differenziano dai Lossy perché senza perdita. Il segnale trattato pur venendo manipolato e, (per così dire), snellito, non viene sottoposto a quel processo a tutti gli effetti distruttivo di Frequency Cut, imposto invece ai formati con perdita, preservando così uno spettro armonico ed una struttura sonora ben più ampi e fedeli all’originale.

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